Sei una persona sensibile? Non cascare in questo tranello

 

C’è un tranello in cui possono facilmente cascare le persone con un’alta sensibilità quando non hanno riconosciuto questa loro caratteristica speciale. Soprattutto se non hanno imparato a gestirla. Puoi facilmente verificare tu stesso se è capitato anche a te di fare inconsciamente questo errore. Nel caso sia così, non preoccuparti perché sei in tempo per cambiare rotta e adottare strategie diverse. L’importante è sapere cosa sta accadendo.

Le persone sensibili sentono, percepiscono, ricevono stimoli e dettagli dalla realtà in misura maggiore rispetto a chi presenta una sensibilità meno raffinata.

La sensibilità è una loro qualità intrinseca, qualcosa che gli appartiene come il colore dei capelli o degli occhi. Così come i gelsomini emanano il loro dolce profumo nelle calde giornate d’estate, così le persone sensibili emanano la loro delicatezza dentro ad ogni gesto, ad ogni passo, ad ogni sorriso.

La sensibilità è un dono e porta con sé grandi potenziali e il sensibile ha non solo la possibilità ma anche il dovere di metterli a disposizione della società. È un dono speciale che la sua Anima ha scelto di portare con sé in questa vita terrena. Come tale, va coltivato e valorizzato al massimo per dare un felice contributo al mondo in termini di maggiore compassione, empatia, socievolezza, senso artistico, intuizione e saggezza.

Quando la sensibilità diventa un problema

Può sorgere, tuttavia, un problema laddove la persona sensibile non abbia né riconosciuto questa sua caratteristica né imparato a gestirla. Una sensibilità elevata in un mondo caotico come quello attuale può mettere a dura prova il sofisticato sistema di ricezione degli stimoli esterni ed interni di una persona altamente sensibile.

Ecco che allora una mancata consapevolezza di questa parte di sé può portare la persona altamente sensibile a decidere più o meno consciamente di negare la propria sensibilità e di tentare di camuffarla in molteplici modi.

Ricordiamo tuttavia che, come sopra sottolineato, le persone sensibili non possono smettere di esserlo, la sensibilità appartiene alla loro natura come il profumo ad una rosa.

Il rischio per una persona sensibile

A questo punto si apre la possibilità ad un rischio: c’è un modo in cui le persone sensibili possono chiudere il rubinetto della loro sensibilità. Una strategia di difesa inconscia messa in atto da una mente ed un corpo che non sono stati attrezzati a vivere la loro sensibilità come dono e che quindi ci lottano contro.

Questo meccanismo è molto semplice ed accade in maniera automatica, senza che la persona se ne accorga. Si tratta di chiudere il respiro, cioè di respirare in modo superficiale, non profondo, leggero. Spesso questo respiro viene fatto arrivare solo nel petto, evitando così di portare aria e ossigeno alla pancia, la parte di noi più sensibile e vulnerabile.

Respirare poco, in modo leggero e superficiale, limita molto la capacità del sistema corpo-mente di sentire. Meno si respira, meno si sente. Più si respira, più si sente. È molto semplice, direi quasi meccanico.

Proprio ora, in questo momento in cui stai leggendo questo parole, osserva il tuo respiro. Osserva semplicemente, senza giudizio e senza voler modificare ciò che è. Nota soltanto se il tuo respiro arriva fino alla pancia oppure no, se riempie anche il petto oppure no. Se è veloce o se è lento. Se è profondo o se tende ad essere superficiale. Da queste semplici osservazioni puoi comprendere tanto di te e di quanto lasci entrare la vita dentro di te.

Mantenere un respiro superficiale è una strategia che la parte inconscia di chi non ha imparato a gestire la sensibilità adotta come meccanismo di difesa. Come se il corpo, in alleanza con la mente, dice: “Bene, ho tutta questa sensibilità che mi rende la vita complicata, allora trattengo il respiro, lascio entrare il meno possibile, assorbo solo gli strascichi. Mi stringo, mi stringo, mi stringo e divento così impenetrabile che niente più potrà turbarmi, niente più potrà farmi male”.

Ecco svelato il tranello

Ebbene, occorre che ti spieghi qual’è il tranello nascosto dietro a questo meccanismo di difesa. Quando attraverso un respiro controllato, non ampio ma trattenuto, limito il mio sentire creo un muro tra me e l’esterno, così come tra me e la mia parte emotiva.

Ma pensaci un attimo: questo filtro non può essere intelligente, impedirà a qualunque cosa di entrare nel mio sentire. È vero, magari sentirò meno il dolore degli altri ed il mio, avrò messo in sordina i rumori e frastuoni provenienti dall’esterno.

Tuttavia il mondo intorno a noi è ricchissimo anche di profumi, suoni, emozioni, colori, sapori che ci possono riempire di gioia e soddisfazione. Chiudere la porta a ciò che sta fuori, anestetizzarci rispetto all’esterno significa rinunciare anche a tutto ciò che di bello, piacevole e nutriente la vita porta con sé. Significa scegliere di vivere una vita arida e sterile. Significa rinunciare a quella parte di noi che ci fa sentire colmi di amore e di tenerezza per lo sguardo di un bambino o le fusa del nostro gatto. Significa rinunciare a godere del tepore del sole a primavera, della freschezza del vento, della leggerezza nascosta dietro alle parole di una poesia o di un romanzo. Significa rinunciare a ciò che ci fa battere il cuore e ad essere ciò che siamo davvero.

Il vecchio detto che dice “il gioco non vale la candela” mi sembra che si adatti molto bene a questo tentativo di limitare il nostro sentire.

Esistono molti altri modi per gestire al meglio la nostra sensibilità e goderne anziché rimanerne invischiati come farfalle su una ragnatela. Un esempio è la Tecnica del Bozzolo Violetto che consente di creare un filtro intelligente tra noi e l’esterno. In questo modo, decidendo noi in prima persona cosa far entrare e cosa no nel nostro campo energetico, siamo in grado di proteggerci senza perdere tutto ciò che di bello e gioioso la vita ci può regalare.

Non vale la pena di restringere il nostro respiro perché questo significa restringere la nostra vita ai minimi termini. Significa sopravvivere anziché vivere.

Respirare poco vuol dire diminuire ossigeno e prana, quindi la nostra vitalità

Come operatrice energetica, posso spiegarti ciò che accade a livello sottile al campo energetico di una persona che adotta la strategia inconscia di respirare al minimo. Respirando poco accade che il campo energetico della persona, ciò che viene chiamato aura, si restringe anch’esso. Il motivo è facile da comprendere: attraverso il respiro portiamo dentro di noi aria carica di ossigeno e prana, parola indi che letteralmente significa energia vitale.

Da un punto di vista fisico, tutti sappiamo che è l’ossigeno a permettere al nostro corpo di funzionare al meglio. Bastano pochi minuti di assenza di ossigeno al cervello e il nostro corpo non può sopravvivere. È facile quindi comprendere perché respirando poco e in modo superficiale inaliamo una quantità di ossigeno sufficiente alla nostra sopravvivenza fisica ma insufficiente a rendere il corpo davvero vitale e ricco di forza e dinamicità.

Dal punto di vista energetico il ragionamento è identico. Respirando inaliamo non solo ossigeno ma anche prana, quella sostanza sottile che permea tutto, in cui siamo immersi. Si tratta di ciò che la fisica quantistica ha dimostrato con formule matematiche elaborando la teoria del campo quantico. I quanti, così chiamati da Max Planck, sono “complessi pacchetti di energia” cioè luce, fotoni, energia radiante con natura sia corpuscolare che ondulatoria. I quanti sono le parti infinitesimali della materia su questa Terra. Noi stessi siamo il risultato di quanti di energia e siamo immersi dentro ad un oceano quantico di energia.

Quando respiriamo poco e in modo superficiale ne risente non solo il corpo perché meno ossigenato, ma tutto il nostro campo energetico. La nostra aura si restringe, è meno vitale, tutto funziona peggio anche da un punto di vista energetico. L’energia non è altro che la sostanza di cui sono costituiti i nostri corpi: fisico, emotivo, mentale e spirituale. Respirando poco diamo poco carburante, poco nutrimento ad ognuno di essi. Come conseguenza viviamo una vita sterile, piatta, sicuramente non allettante.

L’invito di AngeliSensibili è quindi di imparare a gestire la tua sensibilità al meglio. Ogni informazione data qui ha questo scopo. Così che potrai respirare pienamente la tua vita e nello stesso tempo non subire conseguenze negative, poco piacevoli, a causa di una sensibilità non riconosciuta e soprattutto mal gestita.

11 commenti

  1. Lorena

    3 mesi fa  

    È vero, quando emetto un respiro più profondo mi sento più serena, l’ ansia si attenua. Grazie


  2. Francesca

    4 mesi fa  

    Ciao e graxie mille per questo spazio che ci hai dedjcato. Essere cinsci e consapevoli di cosa possiamo fare per proteggersi è molto importante .. Ti ringrazio molto.. Francesca leoni


    • Alice Carnaghi

      4 mesi fa  

      Grazie a te Francesca. Tra poco sarà pronta anche la tecnica del Bozzolo Violetto


  3. Nohora palacio

    5 mesi fa  

    Da quando ho capito la importanza del respiro ho cominciato ad amarmi di più, sono più consapevolezza e amore .Grazie per questa bellissima rubrica che mi sta insegnando tante cose meravigliose


    • Alice Carnaghi

      5 mesi fa  

      Cara Nohora, amarsi è la chiave per cominciare a stare davvero bene con sé stessi e con gli altri. Sono molto contenta che questi articoli siano utili e ricevere testimonianze come la tua mi stimola a dedicarmi a questo progetto ancora di più. Grazie a te!


  4. franca ghia

    5 mesi fa  

    Sono preziose e piene di grazia le tue parole! Accade così, senza che me ne possa accorgere, che normalmente il mio respiro sia ridotto e superficiale, durante il vivere quotidiano… e poi, quando lo decido, e accade spesso, il respiro diventa il protagonista e si dilata e rallenta e scova profondità e segreti… Osservo quindi che la manovra inconscia di protezione agisce ancora frequentemente, dunque riduco il respiro e mi tendo nelle spalle e nei visceri… quando invece sono dentro di me e opero per me mi concedo di espandermi e di assaporare la bellezza dell’aprirmi e del sentire libero… certo mi aiutano nella comprensione le tue parole che ormai mi raggiungono e mi nutrono di gentilezza e di grazia e mi ispirano nuove attitudini di ascolto e differenti filtri più efficaci… grazie Alice! Mi auguro un tempo di apprendimento “accompagnato”… magari a breve… franca


    • Alice Carnaghi

      5 mesi fa  

      grazie cara Franca per le tue meravigliose parole! un abbraccio grande


  5. Chiara

    6 mesi fa  

    Com.è la tecnica del Bozzolo Violetto? Grazie


    • Alice Carnaghi

      6 mesi fa  

      Ciao Chiara, si tratta di creare intorno a sé un filtro per selezionare ciò che vogliamo o non vogliamo lasciar entrare nel nostro campo energetico. Mi è stata insegnata molti anni fa da Jasmuheen e a mia volta sto preparando il materiale per renderla disponibile a quante più persone possibili. A breve dovrebbe essere pronta!


  6. Daniela Lomongiello

    6 mesi fa  

    Bellissimo questo tuo articolo ti ringrazio di cuore x mi serviva Propio sai avvolte mi ritrovo quasi in apnea ora capisco il perché


    • Alice Carnaghi

      6 mesi fa  

      Ciao Daniela, sono contenta ti sia stato utile. Quando ti capita di accorgerti di essere in apnea, fermati un attimo e prendi un profondo respiro lasciando andare eventuali tensioni, magari nelle spalle o nella pancia. Vedrai che questo semplice gesto ti farà ripartire più rilassata e inoltre darai forza ad una nuova abitudine.


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