Come le persone sensibili percepiscono la vita

Alta capacità percettiva

Le persone sensibili sono così perché hanno una fisiologia del cervello diversa.

In loro le aree del cervello destinate alla gestione delle emozioni, delle interrelazioni sociali, della socievolezza intesa anche come capacità di empatia e compassione sono più attive e ricche di collegamenti neuronali e di neuroni specchio.

Puoi approfondire l’argomento andando all’articolo Persone altamente sensibili: chi sono.

Grazie a questa caratteristica biologica del loro cervello, le persone sensibili hanno una più profonda capacità percettiva.

La capacità di percezione delle persone altamente sensibili

Percepire – dal punto di vista psicologico – significa raccogliere, analizzare, organizzare informazioni per elaborare una propria idea della realtà circostante.

Le persone sensibili si differenziano dalle altre perché ricevono un numero diverso di informazioni sia nella quantità che nella qualità. Quindi:

  • ricevono maggiori stimoli, cioè lasciano entrare nel loro sistema un numero maggiore di dati, di input, che vanno analizzati ed elaborati,
  • percepiscono questi stimoli in modo più intenso e amplificato.

Un semplice esempio

Una semplice passeggiata nel mercatino del paese diventa un ricco miscuglio di stimoli, dettagli, sensazioni che le persone sensibili ricevono dall’esterno in misura maggiore rispetto agli altri. Notano, osservano, sentono di più. Per loro è normale che sia così, accade in maniera totalmente automatica e spontanea. Questo ha sicuramente i suoi vantaggi: ad esempio, molto facilmente queste persone si accorgono di un ipotetico ladro che con destrezza tenta di infilare la mano nella loro borsa per acchiappare un fruttuoso bottino.

Nello stesso tempo, questa capacità percettiva amplificata se non gestita può creare stress e affaticamento. Così, una passeggiata al mercatino può trasformarsi da situazione piacevole in motivo di tensione e “surriscaldamento” interno.

Detto questo, ve lo immaginate come può essere oggi la vita per una persona altamente sensibile che si trova inserita in una società tutta basata sullo scambio rapido di informazioni? Una società in cui il sistema nervoso è continuamente bombardato da stimoli come luci, neon, rumori, richieste, sollecitazioni?

Non è facile ma è possibile o meglio auspicabile che gli altamente sensibili imparino delle strategie per gestire al meglio queste ondate continue di informazione, mantenendo salda la propria qualità di persone sensibili che non necessariamente significa vulnerabili.

A questo proposito è nato il progetto di Angeli Sensibili, che ha l’obbiettivo di fornire strumenti e informazioni con lo scopo di indirizzare chi è interessato a gestire meglio la sua sensibilità. Se ti fa piacere, puoi scaricare l’omaggio che contiene il test per verificare la tua alta sensibilità, alcuni video informativi e una visualizzazione guidata per vivere al meglio questa caratteristica.

La percezione riguarda aspetti fisici, emotivi, sottili

La percezione fisica

La percezione riguarda innanzitutto gli stimoli fisici, recepiti attraverso i cinque sensi: tatto, udito, odorato, vista, gusto. Attraverso gli organi di senso l’essere umano riceve informazioni sulla realtà oggettiva, la cosiddetta realtà tridimensionale. La percezione, ricordiamo, non è oggettiva ma soggettiva. La mente recepisce determinati input su forma, colore, densità, odore ecc. filtrando questi dati secondo i propri schemi di pensiero e di libera valutazione ed interpretazione.

Le persone sensibili possono avere una percezione diversa dalla media della popolazione per due motivi.

  1.  Recependo più stimoli e soprattutto recependoli amplificati possono essere molto infastiditi da elementi oggettivi che altre persone neanche sentono o comunque per le quali sono irrilevanti: luci e rumori forti, luci al neon o artificiali, il sovrapporsi di suoni, il disordine, il caos, ecc.
  2.  Sono persone che normalmente hanno una forte consapevolezza dell’armonia e dell’estetica: di conseguenza possono “soffrire “più di altri per elementi disarmonici o antiestetici. Può trattarsi ad esempio di musica che utilizza solo ottave basse o di un’architettura non curata e grigia, un’accozzaglia di colori, un paesaggio completamente cementificato e simili

La percezione emotiva

La percezione è anche percezione emotiva e legata all’interiorità. In questo caso è alla base di quella che viene chiamata intelligenza emotiva. Le aree del cervello interessate all’emotività e alla socialità sono quelle più interessate nel concetto di alta sensibilità.

Ecco perché le persone sensibili potenzialmente:

  • Sanno quali emozioni stanno provando e perché.
  • Sono perfettamente in contatto con le emozioni altrui, anche quando queste sono nascoste o, come spesso accade, non chiare allo stesso interlocutore.
  • Sono pienamente consapevoli del legame tra ciò che sentono e ciò che pensano e agiscono
  • Riconoscono con chiarezza il modo in cui i propri sentimenti influenzano il loro agire e le loro prestazioni
  • Hanno piena consapevolezza dei propri valori e si lasciano guidare da questi nelle loro scelte
  • Sono capaci di grande empatia e compassione nei rapporti interpersonali

Attenzione però: si tratta di un potenziale. Non sempre le persone sensibili riescono a vivere davvero queste loro possibilità innate. Ciò dipende da quanto sono state in grado di mantenere integra questa loro qualità. Purtroppo i condizionamenti esterni ed una cattiva gestione della sensibilità possono alterare la capacità di mettere a frutto questi doni preziosi.

Ma se anche è così, niente è perduto. Ricordiamo che la sensibilità è una caratteristica innata. È sempre presente in queste persone anche se in alcuni casi può essere necessario un lavoro su di sé per andare a risvegliare tutti i potenziali presenti.

La percezione sottile

Esiste poi un altro tipo di percezione che normalmente non viene né citata né considerata neppure dalla moderna psicologia. È la capacità di percepire le cosiddette energie sottili.

Personalmente per quella che è stata la mia storia personale e la mia esperienza nel campo della consapevolezza energetica, ritengo che sia fondamentale per le persone sensibili comprendere sempre meglio questo aspetto. Si tratta di una parte rilevante della realtà che è stata trascurata solo perché invisibile e sottile. Tuttavia, è quella parte della realtà che maggiormente influenza ogni essere umano e l’essere umano più sensibile in particolare.

Per farvi comprendere l’importanza e l’influenza su di noi del cosiddetto campo quantico, ricordo che da millenni i Maestri insegnano che “il pensiero crea la materia”. Finalmente anche la fisica quantistica sta dimostrando a livello scientifico questa grande verità. Ciò significa che le “energie sottili” determinano la nostra realtà. Esse non sono altro  che onde di pensiero, onde emozionali, vibrazioni in cui siamo immersi anche se non ce ne accorgiamo chiaramente. Siamo influenzati e influenziamo a nostra volta costantemente questo campo di energia – il campo quantico – sia che ne siamo consapevoli sia che non lo siamo.

Un esempio per chiarire.

Pensate al pesciolino che vive la sua vita nel mare. Non è consapevole dell’acqua intorno a sé eppure ci è immerso dentro e solo grazie a questo mare può vivere la sua vita. Per noi è la stessa cosa. Siamo immersi in un mare di energia ma non ne siamo consapevoli.

Immaginate ora un mare inquinato: quanto può influenzare secondo voi la vita del pesciolino? Tanto, può addirittura metterne a repentaglio la vita. La stessa cosa vale per noi e per il mare di energia in cui siamo immersi.

Le persone sensibili devono stare particolarmente attente a vivere in un ambiente non inquinato a livello sottile, cioè non pieno di emozioni e pensieri tossici. La loro tossicità può infatti influenzarle molto, fino a portarle a somatizzare nel corpo senza essere consapevoli del motivo che c’è nascosto dietro. Nascosto solo per chi non ha occhi per vedere.

Per fortuna le antennine energetiche delle persone sensibili funzionano molto bene e facilmente possono percepire quando un ambiente è per loro dannoso. In questo caso, la cosa più sana è scegliere di allontanarsene, senza giudicare e senza dare colpe e senza bisogno di andare ad indagare su cosa non va.

Il progetto di Angeli Sensibili si pone questa mission: aiutare le persone più sensibili a conoscere sempre meglio questa loro qualità e sopratutto a gestirla al meglio grazie a strumenti che si legano non all’ambito della terapia, ma della consapevolezza e della crescita interiore. Ti ricordo infatti che l’alta sensibilità non è un disturbo, ma un dono.

Per saperne di più scarica l’omaggio che abbiamo preparato per te e che ti dà le basi per un nuovo approccio alla tua natura sensibile.

7 commenti

  1. Ale

    3 mesi fa  

    “In questo caso, la cosa più sana è scegliere di allontanarsene, senza giudicare e senza dare colpe e senza bisogno di andare ad indagare su cosa non va.”
    Ciao, grazie mille per l’articolo. Mi piacerebbe un commento su questa frase che mi ha colpito particolarmente. Come non colpevolizzarsi per non aver fatto abbastanza, magari proprio perché più “dotati”? Perché non chiedersi cosa non va, se l’indagine e l’analisi sono sempre un valore positivo? Grazie mille per la risposta.


    • Alice Carnaghi

      3 mesi fa  

      Ciao Ale, grazie per il tuo commento che mi dà uno spunto importante per scrivere un nuovo articolo :). Le persone sensibili spesso hanno la tendenza a farsi carico di situazioni e responsabilità che non sono loro. Questo è ciò che leggo tra le righe nel tuo commento. Accorgersi di ciò che non va non ci rende automaticamente responsabili di “aggiustare” la situazione o di aiutare le persone che vediamo in difficoltà. Possiamo fare questo solo se ci viene richiesto dall’altro o dal nostro ruolo, stando molto attenti a non interferire con la libertà altrui. È un equilibrio delicato.
      In particolare, nell’articolo mi riferivo al non giudicare o dare colpe tipo “è colpa tua se sto male, mi fai stare male” e al fatto che spesso non ci riguarda la “tossicità” che percepiamo e quindi è inutile occuparcene. Rischiamo altrimenti di interferire, di prenderci la responsabilità di altri o, più semplicemente, di non farci gli affari nostri.
      Evitare di farlo richiede l’abilità di rispettare pienamente il percorso di ogni individuo e di questo mondo.


  2. Chiara

    6 mesi fa  

    Ciao. Come si fa a entrare in contatto con gli Angeli?Grazie


    • Alice Carnaghi

      6 mesi fa  

      Ciao Chiara ci sono alcuni ingredienti essenziali per entrare in contatto con gli Angeli: la fiducia che sono accanto a noi sempre, un cuore aperto, l’assenza di paura a incontrare l’”invisibile” e soprattutto la nostra disponibilità e voglia di aprirci a questo meraviglioso incontro. Uno dei miei compiti è quello di facilitare questo contatto per chi lo vuole e ho molti progetti su questo.
      Quello che puoi fare per ora è scaricare il mini-corso che ho preparato. Il mini-corso comprende un audio che non ha l’intento specifico di favorire l’incontro con gli Angeli ma comunque ti consente di sentire la loro vibrazione, l’amore della loro presenza.


  3. Cinzia

    7 mesi fa  

    Io sarei interessata


  4. Cinzia

    7 mesi fa  

    Io sarei interessata


Commento

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